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Fegato grasso e disturbi epatici: il rimedio è l’olio di oliva

Gen 11, 2019 Stefania Del Principe

Ancora conferme sui benefici derivanti dal consumo dell’olio di oliva. Ovviamente stiamo parlando di un prodotto rigorosamente extravergine e di ottima qualità. Prezioso elemento della dieta mediterranea, questo nobile grasso sembra possedere anche eccellenti virtù terapeutiche nei confronti del fegato grasso. Condizione conosciuta in medicina con il termine di steatosi. A suggerirlo, sono stati alcuni scienziati italiani che hanno pubblicato i risultati ottenuti da un recente studio su Antioxidant and redox signaling. Ecco perché non dovresti mai dimenticare di condire i tuoi alimenti con una piccola quantità di olio extravergine di oliva.

L’olio di oliva contro il fegato grasso

In merito ai risultati ottenuti da una nuova ricerca, si è potuto stabilire come l’olio di oliva contenga una sostanza antiossidante che protegge e pulisce il nostro fegato. Per arrivare a tali conclusioni, gli scienziati hanno somministrato ad alcuni volontari degli integratori a base di vitamina E e idrossitiroloso. Si tratta di un potente antiossidante in grado ridurre i radicali liberi.

Fegato grasso e radicali liberi

«Esistono molte condizioni in grado di alterare l’equilibrio ossidativo del nostro corpo. Può essere la conseguenza di una dieta troppo ricca di calorie, condizione che accompagna anche lo sviluppo di steatosi epatica, il fegato grasso. In questa condizione l’organismo si trova in uno stato detto stress ossidativo, ovvero non riesce a eliminare tutte le sostanze ossidanti assunte con gli alimenti. In caso di necessità possiamo contrastare questo stato aggiungendo agli antiossidanti prodotti naturalmente dal nostro corpo quelli contenuti in alcuni alimenti o con integratori», spiega Mauro Serafini, ordinario di nutrizione umana all’università di Teramo.

Fegato grasso e olio di oliva ai bambini

Durante l’indagine, sono stati reclutati ottanta bambini obesi e affetti da fegato grasso. Metà dei volontari ha ricevuto un placebo, mentre l’altra metà assumeva capsule contenenti un estratto di idrossitiroloso. Al termine dello studio, durato quattro mesi, gli scienziati hanno potuto constatare come i bambini che avevano assunto l’integratore avevano ottenuto un ottimo equilibrio ossidativo. Ma non solo: avevano ridotto notevolmente il problema della steatosi epatica. «I risultati riportati dal gruppo di ricerca – continua Serafini – confermano che una cura a base di antiossidanti riporta l’equilibrio dei livelli ossidativi dei pazienti. Quello che però non è chiaro è se il risultato sia dato dalla vitamina E o dall’idrossitiroloso o dalla combinazione dei due».

I prossimi studi sui benefici dell’olio di oliva sul fegato grasso

Chiaramente saranno necessarie ulteriori conferme allo studio, tuttavia, qualora i risultati venissero confermati, gli scienziati ipotizzano che eventuali farmaci/integratori – ama anche l’alimento stesso – possano essere in grasso di ridurre lo stress ossidativo e la steatosi. «Potrebbe non essere necessario somministrare un medicinale ai giovani pazienti quando il principio attivo è naturalmente presente in un alimento come l’olio. In una pasticca il dosaggio può essere concentrato ma, anche per questo, le terapie non possono durare troppo a lungo. Servirebbero ulteriori ricerche per capire se il consumo di olio d’oliva può portare a risultati simili, magari anche migliori, grazie all’azione combinata di tutti gli altri antiossidanti che contiene», conclude Serafini.