Gli scienziati di nutrizione e molti medici conoscono già da anni che il glutatione, una piccola proteina composta di cisteina, acido glutammico e glicina, è una delle molecole protettive più importanti nel nostro corpo. Il glutatione può essere prodotto da tutte le cellule ed inoltre è fornito dagli alimenti freschi nella dieta. Il fattore poco conosciuto, fino a poco tempo fa, era la possibilità di aumentare il livello del glutatione nei tessuti e nei fluidi fisiologici con la supplementazione orale. "Il glutatione è stato mantenuto segreto in biochimica ed in nutrizione, malgrado il fatto che fosse presente in ogni cellula vivente ed in ogni organismo vivente", ha detto John Richie, Ph.D., un ricercatore del glutatione e professore di scienze e farmacologia alla Penn State University College of Medicine. "il glutatione svolge un ruolo molto importante nel metabolismo, ma è forse conosciuto come il principale componente della disintossicazione in tutti gli organismi viventi".
Fra i tanti ruoli protettivi svolti dal glutatione vi è quello dell’eliminazione dei prodotti chimici tossici, è una proteina di mantenimento delle cellule, sostiene la funzione del sistema immunitario; capace del recupero dell’ossidazione e quindi della rigenerazione delle vitamine C ed E e dei processi cellulari di regolazione, compresa la differenziazione delle cellule, la proliferazione e l’apoptosi.
Gli squilibri o i deficit di glutatione aumentano generalmente la predisposizione allo stress ossidativo e ad una miriade di malattie ad esso collegate. Un basso livello del glutatione è stato associato con molte condizioni di invecchiamento precoce. Al contrario, livelli elevati del glutatione sono stati correlati con un migliore stato di salute nella vecchiaia, con assenza di elevati livelli del colesterolo, della pressione sanguigna, del peso corporeo e con una buona salute sia fisica che mentale in generale.
Nonostante siano evidenti gli effetti benefici del glutatione sullo stato di salute dell’uomo, tuttavia questo nutriente viene ancora trascurato nella ricerca clinica, in confronto ad altri nutrienti, per le difficoltà incontrate a comprenderne i benefici nell’assunzione orale.
Fino a poco tempo si era diffuso il presupposto che il glutatione, per assunzione orale, venisse degradato nell’intestino senza essere biodisponibile, ma la ricerca degli ultimi 30 anni sta confermando il contrario. Richie ha detto “il glutatione assunto per via orale è disponibile nel corpo per tre vie: può essere assorbito nell’intestino ed essere disponibile nei tessuti; può essere scisso, nel tratto gastrointestinale, nei suoi componenti e quindi renderli biodisponibili singolarmente, per poi essere ricombinati nei tessuti stessi; oppure può essere sintetizzato direttamente dalle cellule della mucosa del tratto gastroenterico”.
Recenti studi hanno definito il dettaglio del trasporto specifico del glutatione nell’intestino, polmoni e reni. Secondo il decano P. Jones, Ph.D, esperto del glutatione alla Scuola di Medicina dell'università di Emory, il glutatione esogeno
sosterrebbe la disintossicazione delle sostanze inalate ed ingerite nocive anche se non è stato assorbito. “La presenza di glutatione nei liquidi extracellulari suggerisce un ruolo universale nelle superfici di protezione delle cellule”.
Jones ha detto. “Un'alta concentrazione di glutatione è presente nel liquido epiteliale del rivestimento del polmone per eliminare gli ossidanti dispersi nell'aria e per contribuire a renderne più fluido il muco che riveste le vie aeree. Da altri laboratori viene indicato che il glutatione presente nel muco intestinale fornisce una barriera di disintossicazione del piccolo intestino”.
L’apporto dietetico di glutatione negli Stati Uniti ricade in una vasta gamma: da 3 mg/d a 250 mg/d. Le diete che forniscono il maggiore apporto di glutatione sono: frutta fresca, verdure e carni. In opposizione, le diete che sono fatte in gran parte da alimenti trasformati forniscono pochissimo glutatione. La maggior parte delle persone ne ottiene circa 50 - 60 mg/d dalla dieta.
Molti fattori compromettono la presenza del glutatione, compreso l’avanzamento dell’età, l'esposizione al fumo di tabacco o altre sostanze inquinanti, esposizione a radiazioni, uso di farmaci multipli, comprese le droghe, l'alcool, inoltre sono fattori di riduzione anche l’obesità, il diabete 2 e l'altri disagi cronici. In questo modo è probabile, negli Stati Uniti, un considerevole disagio fra l'esigenza del corpo di glutatione ed il rifornimento quotidiano usuale.
Tratto da un articolo di: Karen E. Todd
sarebbe utile appofondire, a livello pratico, due aspetti: quali sono gli alimenti che meglio possono fornire il glutatione e quale è il suo dosaggio ottimale nel caso si utilizzino degli integratori dietetici