linguaggio dei colori
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Il linguaggio dei colori per comprendere il senso della vita

set 24, 2015 lm&sdp

Tutti cercano la propria vera identità, una ricerca che porta alla profonda conoscenza di sé passando dalle esperienze della vita. Non sempre è facile capire e intuire perché siamo qui e qual è la reale verità che sta dietro lo scopo dell’essere nati in un dato momento e luogo.

Il senso della vita

Spesso ci si chiede il senso di un dato evento o ancor più perché situazioni di rilievo mondiale si manifestano con uno sfondo poco roseo. Qual è il senso dietro ciò che vediamo? Qual è quella mente cosmica che può spiegare e far introiettare dentro di noi il significato profondo del fluire della vita in tutte le sue sfaccettature? La risposta non è facile e richiede sempre di più, soprattutto in questo periodo di grandi cambiamenti globali, ma ancor più di forte crescita personale, dove i vecchi bisogni potevano soddisfare la completezza dell’essere umano, l’espansione della coscienza verso il trovare un proprio spazio che porti al personale processo d’individuazione. Nasciamo con uno scopo, con un senso per la vita che ognuno vive in modo unico e stare nella sincronicità del viaggio della vita riconnette con il nostro vero sé, la nostra vera essenza.

Il linguaggio dei colori

Nel linguaggio del colore il turchese rappresenta il processo d’individuazione. E’ il risultato delle frequenze del blu e del giallo: il non trattenere e il giudizio. Noi siamo esseri colorati e come insegna il turchese, per stare nella frequenza della vera essenza, bisogna uscire dalla tematica del trattenere e del giudizio. Non si può aprire la strada dell’anima alla vera conoscenza di sé se si cerca con la mente e, se si entra nel ciclo del sarà giusto o sbagliato. Per trovare la propria strada bisogna affrontare il test della fede, credere in quello che si sta facendo, avere fiducia per come si è e soprattutto creare. Il binomio Turchese e Corallo insegna che noi siamo co-creatori, che quello che avviene fa parte di quello che noi abbiamo creato e in questo ne siamo partecipi. Certo, non sempre con la mente si può pensare di capire, ma è meglio lasciare andare gli schemi mentali e creare il nostro vero essere. Non c’è autenticità del sé se ci critichiamo, se non ci amiamo e se non lasciamo andare il passato. Siamo esseri in evoluzione nel percorso del tempo, che pezzo per pezzo scoprono la strada verso la visione del vero sé. Siamo esseri umani che nella materialità e nella fisicità trovano la risposta alla vita senza chiedersi continuamente perché. Permettere la scoperta del vero sé implica iniziare a credere in qualcosa perché solo così si può creare e muoversi verso la libertà dell’essere. Dobbiamo sentirci insegnanti e studenti nel gioco della vita, pronti ad ammirare i dettagli della vita, come informazioni per completare il puzzle del percorso di vita. Questo vuol dire iniziare a sintonizzarsi con il presente, aprire il sentire alla visione della sincronicità, che tutto è collegato e porta allo stesso punto se vogliamo: la saggezza dell’essere cioè l’autenticità del sé.

Nè bene nè male, sono autenticità

Basta analizzare la parola “autenticità”, che vuol dire? Non esprime forse ciò che è vero? Ma dove sta la verità? E’ vero tutto quello che sentiamo appartenerci, quello che è giusto si usa dire. Allora bisogna fare un passo avanti e capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Un ragionamento semplice che ci porta a muoverci secondo lo schema mentale del tipo “il bene e il male”, come da millenni la società fa. Spostiamo l’attenzione al colore turchese, simbolo di creatività e sincronicità, per trovare una possibile risposta. Per cercare di essere sulla strada del processo d’individuazione dobbiamo lascia andare il giudizio, essere “artisti” della nostra vita e non cercare la verità. Non esiste il giusto e ancor meno il contrario.

La realtà in continua trasformazione

Oggi vedo e sento per quello che ho imparato e insegnato, domani sarò in comunicazione con una nuova realtà, vera quanto la prima, ma diversa. Questo vuol dire che noi siamo veri istante per istante, ma la coscienza collettiva e cosmica cresce come noi e la visone cambia nella giusta direzione per quello che siamo in un dato momento. La possibile risposta potrebbe esser di stare nel presente per come si è, sia studenti sia insegnati. Credere e aver fede in se stessi è l’unica via che dirige alla crescita dell’autenticità del sé.

Non è forse il problema della società moderna non credere a se stessi? Non vogliamo sempre sentirci dire bravo, hai fatto giusto e non sappiamo cosa sia giusto per noi?

Iniziare a vivere apprezzando il quotidiano, accettare con amore quello che si ha e la via migliore per non perdersi nell’avventura della ricerca del vero sé, ma creare il proprio Essere autentico esattamente come sembra voglia insegnare il turchese.

Diamoci l’occasione di navigare nell’oceano (turchese) delle esperienze nella vita, senza giudicare e con la consapevolezza di essere parte del tutto, ognuno con uno scopo che diventerà più chiaro nello svolgersi dell’esistenza.

Ogni verità è importante su questa terra e contribuisce ha rendere vere le altre, come uno scambio di connessione senza binari stabiliti: questo insegna il colore opposto del turchese cioè il corallo.

Giallo e blu, la pace senza giudizio

“Vivi e lascia vivere” diceva Shopenhauer, per vivere in pace (blu) e per non giudicare (giallo). Blu e giallo rivelano il turchese e la via della conoscenza del vero sé.

Più ci sentiremo liberi di vivere la nostra realtà, senza la paura di essere giudicati ed analizzati, con la consapevolezza del far parte di una realtà più ampia, maggiori saranno le occasioni per vedere un lembo del autentico sé.

Roberto Facincani